Quando si pensa a febbraio e all’amore, il primo pensiero si rivolge a San Valentino, patrono degli innamorati e protettore delle coppie e dei matrimoni. A Padova, però un altro santo riscuote la devozione di chi cerca l’anima gemella, Sant’Antonio.
La Basilica di Sant’Antonio è uno dei monumenti più importanti della città di Padova. La chiesa, costruita tra il 1238 e il 1310, è meta di appassionati d’arte, grazie alle statue di Donatello e agli affreschi della scuola del Giotto, ma anche e soprattutto di pellegrini (più di tre milioni all’anno) che da ogni parte del mondo raggiungono la città per chiedere una grazia, anche nella speranza di trovare l’amore.
Sant’Antonio Casamenteiro
Sant’Antonio è chiamato in tanti modi: Il santo dei miracoli, il santo delle cose perdute, il santo delle cause impossibili, e infine, il santo casamenteiro. Se i primi appellativi sono di facile intuizione, l’ultimo ci richiede un piccolo approfondimento. Immergiamoci nelle radici della lingua portoghese (lingua natale di Antonio, nato a Lisbona nel 1195), e scopriamo i termini <casamento> ovvero matrimonio, <casarse> ovvero sposarsi/accasarsi, <casar> sposare/procurare matrimonio e infine <casamenteiro> in senso lato, colui che combina matrimoni.
Come possiamo intuire dalla mancanza di una vera traduzione italiana, la parola Casamenteiro ha radici lontane: nata in Portogallo, si è poi diffusa ampiamente in America Latina grazie alla devozione popolare che venera Sant’Antonio come il patrono delle ragazze che cercano marito. Infine, anche grazie ai numerosi pellegrinaggi, l’utilizzo del termine portoghese e della sua tradizione ha preso piede anche a Padova. Nell’occasione della festa del Santo Patrono ragazze accompagnate da mamme, nonne, zie e sorelle arrivano a Padova da tutto il mondo per chiedere il miracolo di trovare marito. Le fortunate che poi ritengono di aver ricevuto la grazia, tornano una seconda volta per lasciare un segno di riconoscenza, come testimoniano le ciocche di capelli, gli abiti da sposa le fedi e i piccoli indumenti del primo bebè esposte al museo antoniano.
Vista l’ardente devozione, i padri della Basilica di Padova hanno deciso, non solo di celebrare ogni giugno una messa per nubili e celibi, ma anche di inaugurare un percorso di fede dedicato alla ricerca della propria anima gemella. L’iniziativa nella sua prima edizione ha accolto molte adesioni e un discreto afflusso da tutta Italia, rendendo Padova una meta di fede e la città della ricerca dell’amore vero.
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